la Psoriasi

ITALIA E MONDO

La psoriasi nella popolazione italiana è diffusa maggiormente nel sesso maschile; i pazienti totali che soffrono della malattia in Italia oscillano tra 1.200.000 e 1.800.000, corrispondenti al 2-3% della popolazione.

Di questi, una percentuale calcolabile nell’ordine del 10-20% soffre di forme medio-gravi, mentre esiste un 0,1% che soffre di varianti molto gravi o complicate, come la psoriasi eritrodermica e la psoriasi pustolosa generalizzata.

Si calcola che, nel mondo, la psoriasi colpisca più di 100 milioni di persone.

 

DESCRIZIONE E CAUSE

La psoriasi è una malattia infiammatoria e cronica della pelle che causa lesioni (placche) caratterizzate da eritema e desquamazione. Le placche in genere compaiono su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e zona lombare della schiena ma possono essere estese anche a tutto il corpo. Non è infettiva, nè contagiosa.

La gravità della malattia varia da persona a persona, fino a compromettere seriamente la qualità della vita nei casi più severi.

La psoriasi, pur essendo cronica, può attenuarsi per alcuni periodi, fino alla scomparsa dei sintomi; d’altra parte, in altri momenti può aggravarsi con conseguente peggioramento dei sintomi.

È caratterizzata da macchie arrossate, ricoperte da squame biancastre: sono lesioni stabili e durevoli che possono essere accompagnate da prurito, bruciore e, a volte, anche sanguinamento. In più di un terzo dei pazienti sono inoltre osservate alterazioni distrofiche delle unghie.

La causa della malattia è un’alterazione genetica, che si trasmette per via ereditaria, associata a fattori ambientali e psicologici scatenanti.
Tra i principali fattori di rischio non genetici che possono favorirne la comparsa e la gravità sono stati identificati, in particolare, il fumo di sigaretta, le infezioni (specie le infezioni streptococciche associate alla psoriasi guttata), alcuni farmaci (interferoni, sali di litio), il sovrappeso e l’obesità, i traumi fisici, gli eventi di vita stressanti.

La psoriasi si sviluppa quando il sistema immunitario dell’organismo accelera la crescita dell’epidermide con conseguente desquamazione.

FORME E CORRELAZIONI

Esistono diverse varietà di psoriasi correlate da un punto di vista clinico e patogenetico con la psoriasi cronica a placche, come la forma guttata, la psoriasi invertita, la psoriasi pustolosa localizzata a tipo acrodermatite continua di Hallopeau e quella generalizzata e l’eritrodermia psoriasica.

La cura è personalizzata, perchè ogni paziente risponde in modo diverso alla terapia scelta dal medico specialista.

La psoriasi è spesso associata ad altre malattie: la più nota è con l’artrite psoriasica che colpisce, con vari quadri clinici, una proporzione variabile dal 10 al 30% dei soggetti con psoriasi.

CLASSIFICAZIONE

La gravità della malattia viene stabilita in base ai seguenti parametri:
– estensione delle lesioni;
– intensità dei segni locali e sintomi come il prurito;
– comorbilità (associazione con altre patologie);
– grado di disabilità sociale e psicologico connesso con la presenza della malattia;
– risposta a precedenti terapie.

Esiste anche un’unità di misura della psoriasi: si tratta del PASI (Psoriasis Area and Severity Index), che combina l’estensione delle lesioni cutanee con segni clinici.

PREVENZIONE

La prevenzione interviene sui fattori di rischio non genetici e quindi potenzialmente modificabili.
La modifica degli stili di vita può ridurre la possibilità d’insorgenza della psoriasi: ridurre il peso corporeo, smettere di fumare, evitare lo stress, sono tutti metodi per prevenire la malattia nei soggetti geneticamente predisposti e non.

 EFFETTI PSICOLOGICI

Localizzazioni in sedi critiche (ad es. mani) e un importante impatto sulla qualità di vita (DLQI) danno luogo a una psoriasi moderata-grave pur in presenza di lesioni di limitata estensione (PASI<10).

La psoriasi non coinvolge organi vitali: per questo, spesso non le viene data la necessaria importanza a livello medico. Bisogna però considerare che la nostra pelle è il modo in cui ci presentiamo al mondo, l’organo più esteso e più visibile, che concorre a definire l’immagine di sè e le relazioni sociali.

È quindi evidente come la psoriasi, manifestandosi in modo evidente su porzioni anche molte estese del corpo, condizioni moltissimo l’esistenza delle persone che ne soffrono, a tal punto da ingenerare spesso disturbi psicologi di varia entità.
Va precisato che la psoriasi non è una malattia contagiosa: stare vicino o toccare una persona con psoriasi non comporta in alcun modo una trasmissione della malattia.
Il compito del medico è quello di gestire la psoriasi in modo che il paziente non veda compromessa la sua vita personale e sociale: la 67° Assemblea dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) recepisce questa direttiva e sottolinea la necessità che la psoriasi sia inquadrata nel complesso delle strategie per malattie croniche non trasmissibili, incoraggiando i vari Stati a intraprendere iniziative per sensibilizzare la popolazione sulla malattia, riconoscendone il forte impatto psicosociale.

TERAPIE

Le opzioni terapeutiche della psoriasi sono suddivise in tre grandi gruppi:
– trattamenti topici;
– trattamenti con la luce ultravioletta;
– trattamenti sistemici.

Non esiste una cura definitiva e univoca per la psoriasi, anche se i trattamenti di ultima generazione sono decisamente efficaci.
La scelta del trattamento dipende da un insieme di fattori in cui rientrano la gravità della malattia, la sicurezza dei farmaci disponibili, le caratteristiche e le esigenze dei pazienti, la risposta a eventuali precedenti cure.

La psoriasi lieve può essere trattata solo con farmaci topici; quella moderata-grave richiede trattamenti con luce ultravioletta o farmaci sistemici. Se è presente anche l’artrite, il trattamento principale è sistemico.

Nei casi in cui la psoriasi sia associata ad altre patologie, la diagnosi precoce risulta fondamentale per una buona gestione clinica della malattia.